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Arequipa

La Città Bianca

Radicata nelle tradizioni andine dell’Altiplano, Arequipa si trova nella parte sud-occidentale del Paese ed è la seconda città più grande del Perù. Situata a 2.325 metri sul livello del mare Arequipa è circondata da tre vulcani: El Misti (5.822 metri) dalla forma conica, il Chachani (6.075 metri) la cui cima é sempre innevata e il Picchu Picchu (5.425 metri).

Il nome Arequipa deriva dalla frase “Ari, quepay”, che in lingua Quechua significa,”sì, rimani”, mentre nella lingua Aymara, la parola Arequipa deriva dalle parole “Ari” e “Kipa”, che insieme si traducono “vicino alla montagna”.

La moderna città di Arequipa è stata fondata il 15 agosto 1540 da Manuel de Carbajal, un emissario del conquistatore Francisco Pizarro. Un anno dopo, gli fu conferito il rango di città da Carlo V di Spagna e ottenne lo stemma cittadino che sussiste tuttora.

Durante la lotta per l’indipendenza dalla Spagna nel XIX ° secolo, Arequipa fu un bastione del nazionalismo peruviano; mentre più tardi funse da collante durante la guerra del Pacifico contro il Cile (1879-1883).

Il centro storico di Arequipa è stato dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO nel dicembre 2000 grazie all’integrità della sua architettura storica. Influenzata sia dallo stile andaluso che da quello dell’era coloniale spagnolo, la sua architettura è una fusione tra le caratteristiche natie delle Ande e lo stile europeo. Gli edifici coloniali sono stati costruiti utilizzando sillar (una roccia biancastra o color perla vulcanica), da cui deriva il nome con cui Arequipa è spesso definita: “La Città Bianca”.

L’esempio più bello dell’uso di sillar si vede nella Basilica Cattedrale di Arequipa, situata nella “Plaza de Armas” (la piazza principale). La cattedrale è considerata fra le più singolari e famose del Perù coloniale. La costruzione iniziata nel 1540, fu completata nel 1848 e la struttura è per questa dimora caratterizzata da uno stile neoclassico. Le tre navate della cattedrale sono supportate da dieci colonne, che contengono 18 volte collegate tra loro. All’interno della cattedrale ci sono 13 altari in cedro, ornati d’oro. Lo stile coloniale di Arequipa si riflette anche nel monastero di Santa Catalina, Claustro de la Compañia, Goyeneche Palace, Casa de Moral e il caratteristico quartiere di Yanahuara.

Sabandia, Paucarpata, Tiabaya e Socosani sono quartieri dove si conserva tutt’oggi la Campiña (campagna) tipica di Arequipa. Nella regione di Arequipa, si trovano inoltre i due canyon più profondi del mondo: il Canyon del Colca (il luogo ideale per osservare gli splendidi condor delle Ande) e il Canyon del Cothahuasi.

Arequipa è anche uno dei centri culturali più attivi in Perù. Da questa città, sono emersi vari personaggi famosi, come Mario Vargas Llosa, premio Nobel per la letteratura nel 2010.

Arequipa è anche la capitale mondiale dell’alpaca. Qui si producono i più raffinati filati di alpaca e baby alpaca.

Infine, Arequipa è rinomata per la sua cucina. Tra i piatti serviti citiamo: il rocoto relleno (peperone piccante ripieno), il cuy chatado (porcellino d’India arrosto), e il lechon al horno (carne di maialino al forno).

Le serate del fine settimana ad Arequipa sono vivaci, con i club che si riempiono intorno a mezzanotte. La maggior parte della vita notturna è concentrata nel centro storico; ma un’atmosfera molto rilassata si trova nei numerosi bar e ristoranti del centro.

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